Tlön, Uqbar, Orbis Tertius

“Debbo la scoperta di Uqbar alla congiunzione di uno specchio e di un’enciclopedia.”

Inizia con questa frase il famoso racconto di J.L. Borges del 1940 dal titolo: Tlön, Uqbar, Orbis Tertius [1]. Un breve riassunto non può certo rendere merito al testo.
In un volume di una ristampa dell’ Encyclopedia Britannica si trova una voce sul paese di Uqbar che l’autore-protagonista non ha mai sentito nominare. Nel paragrafo dell’enciclopedia, tra riferimenti geografici autoreferenziali e personaggi storici, si legge la frase “la letteratura di Uqbar … mai si riferiva alla realtà ma alla regione immaginaria di Tlon”. Si cerca di risolvere il mistero nella biblioteca nazionale dove, consultando cataloghi, atlanti e diari di viaggio non si trova nessun riferimento ad Uqbar e, il paragrafo su Uqbar non si trova neppure in altre copie dello stesso volume dell’Encyclopedia Britannica.

Sembra dunque una beffa. Ma quando ormai la ricerca sembra abbandonata si ritrova un altro libro: Prima Enciclopedia di Tlön, vol. XI. Se prima si trattava della “descrizione di un falso paese sulle pagine di una enciclopedia plagiaria” ora c’è un “frammento vasto e metodico della storia totale di un paese sconosciuto”. Qui il racconto di Borges approfondisce il mondo di Tlön in cui la filosofia, l’epistemologia e il linguaggio stesso, sono costruiti per negare la realtà e affermare una forma estrema di idealismo.

Alla fine del racconto, in un postscritto datato 1947 (quindi una data futura rispetto a quando Borges pubblica il racconto), si svela come la creazione dell’enciclopedia di Tlön sia il frutto di una società segreta che in lungo tempo ha creato in modo “ordinato e metodico” un sistema riassunto nell’enciclopedia con lo scopo di sostituirlo alla realtà. Il protagonista ha svelato il mistero. Ma ormai è avvenuto che nel mondo reale le vicende di Tlön siano state enormemente diffuse dalla stampa e così “la realtà ha ceduto in più punti” producendo eventi coerenti con la narrazione di Tlön tanto che vengono riformate le scienze, il linguaggio, e con una progressiva perdita della memoria degli uomini si modifica anche la storia e così oramai il mondo è diventato Tlön.

Nell’ultima pagina del racconto si dice che è stata la “simmetria con apparenza di ordine” (oltre che all’enorme diffusione dell’argomento) a convincere la gente a “sottomettersi a Tlon, alla vasta e minuziosa evidenza di un pianeta ordinato”. In questo passaggio e in un riferimento ulteriore ai sistemi politici totalitari del primo dopoguerra è stato rintracciato un possibile significato del racconto (vedi qui). Ma ciò che qui interessa è proprio la sottolineatura di come un sistema coerente convinca colui che cerca della propria esistenza.

Inoltre il racconto può essere definito di meta-finzione per evidenziare che il racconto stesso è il frutto del meccanismo narrativo che descrive. (1) Nel racconto si parla di un libro (l’enciclopedia di Tlön) che descrive un paese in cui l’idea modifica la realtà e di fatto nel racconto la realtà storica del protagonista è modficata da questa idea. (2) Così come l’enciclopedia di Tlön mescola elementi fittizzi e riferimenti reali nello stesso modo agisce Borges nel racconto che noi leggiamo. E (3) come il protagonista del racconto compie una ricerca per distinguere il vero dal falso anche nel suo lettore Borges produce lo stesso effetto come dimostrano coloro che, per lo stesso motivo, hanno svolto una ricerca di tutti i luoghi e i personaggi del racconto (vedi qui e qui).

Ed è questo il punto che più mi interessa: la ricerca. E infatti, se Borges scrivesse oggi, invece che in biblioteca, cercherebbe Uqbar-Tlon su internet (così come fanno i suoi lettori). Cosa si fa quotidianamente quando si cercano informazioni sul web? Internet certo non è una enciclopedia, ma ne contiene diverse così come contiene cataloghi, portali, diari di navigazione, nei quali può essere facile creare con i percorsi determinati dai link  una rete nella rete, una “simmetria con apparenza di ordine”. E anche usando google, dove l’ordine dei risultati è determinato dal noto meccanismo del page-rank e principi di qualità vietano i trucchi per un migliore posizionamento, in base a quale motivo, data la mole di riferimenti trovati, scegliamo i percorsi da seguire? Uqbar/Tlon non è certo internet ma solo il volume di una enciclopedia, che invece che rappresentare la realtà rappresentava se stessa: il frutto della “congiunzione di uno specchio e di un’enciclopedia”.

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[1] Borges, J.L. (1940) Tlön, Uqbar, Orbis Tertius (1944) in Jeorge Luis Borges tutte le opere Vol. 1. Mondadori Ed. 2005

3 comments to Tlön, Uqbar, Orbis Tertius

  • ;)

    “in base a quale motivo, data la mole di riferimenti trovati, scegliamo i percorsi da seguire? Uqbar/Tlon non è certo internet ma solo il volume di una enciclopedia, che invece che rappresentare la realtà rappresentava se stessa: il frutto della “congiunzione di uno specchio e di un’enciclopedia”.”

    o è un motivo ristretto, diciamo pidocchioso, o più esattamente ossessivo..
    o è un motivo più ampio, diciamo personale..
    o è un motivo ancora più ampio, diciamo armonico…
    Il motivo armonico….
    ;)

  • silviagoi

    Uqbar è uno dei modelli di rispecchiamento fra i molti e non esaurisce tutte le possibilità di ‘circolazione mentale’. Può essere rappresentato da un sito Internet o da più siti tra loro legati da una modalità. Le sue caratteristiche metafisiche somigliano più a quelle del modus che della semplice serie di asserzioni, per quanto dialetticamente legate.

  • andrea giacobbi

    Ho letto moltissimo di Borges ma solo ora posso comprendere il significato intrinseco del racconto Uqbar…leggete le sue opere le sue poesie la sua biografia….: Elogio dell’ombra…allora comprenderete in toto la sua grandezza intellettuale.
    ..
    Buona lettura.

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