Individuazione e intervento precoce nell’autismo

L’individuazione precoce dei disturbi pervasivi dello sviluppo è il primo passo per un esito di sviluppo  positivo. Pierce e al. (2011) propongono una scala, in via di validazione, che può essere usata dal pediatra già nel primo anno di vita: “The Communication and Symbolic Behavior Scales Developmental Profile Infant-Toddler Checklist”. (…)
White e al (2011),  tra cui alcuni ricercatori dell’università di Bari, hanno pubblicato una revisione sistematica della letteratura sull’intervento precoce volto all’insegnamento dell’attenzione condivisa  a bambini con disturbo dello spettro autistico. (…)

LINK

Karen Pierce, Cindy Carter, Melanie Weinfeld, Jamie Desmond, Roxana Hazin, Robert Bjork, Nicole Gallaghe. Detecting, Studying, and Treating Autism Early: The One-Year Well-Baby Check-Up Approach. The Journal of Pediatrics – 29 April 2011 (10.1016/j.jpeds.2011.02.036)

Pamela J. White,  Mark O’Reilly,  William Streusand, Ann Levine, Jeff Sigafoos, Giulio Lancioni, Christina Fragale, Nigel Pierce and Jeannie Aguilar. Best practices for teaching joint attention: A systematic review of the intervention literature. Research in Autism Spectrum Disorders Volume 5, Issue 4, October-December 2011, Pages 1283-1295  doi:10.1016/j.physletb.2003.10.071

VIA: Nesrhten………. » Early detection of autism spectrum disorders.

IMAGE CREDITgreekadman

Strategie di studio

ZeLIG Admission Exam 2010Rispondi al seguente quesito: qual’è la strategia più efficace per studiare un testo di scienze?

  1. rileggerlo più volte
  2. leggere e ripetere quello che si ricorda e  poi rileggerlo;
  3. leggere e poi costruire una mappa concettuale.

Ormai da  tempo le strategie di studio e apprendimento basate sulla costruzione di mappe concettuali hannno ottenuto rilievo tanto che spesso sono presenti nei libri di testo e sono raccomandate per sviluppare una didattica attiva.
Ma siamo sicuri che questa sia la strategia più efficace per lo studio?

Generalmente si pensa che la strategia migliore per memorizzare un testo sia  quella che permette una “codifica“  efficace delle informazioni.  Dove per codifica si intendono quelle operazioni di elaborazione che pemettono di strutturare in memoria l’informazione. Un esempio è la costruzione di una mappa concettuale in cui si evidenzia visivamente il rapporto tra i concetti da memorizzare. Una volta che l’informazione è stata codificata è possibile recuperarla (rievocarla) dalla memoria per esempio durante un’interrogazione o un compito in classe. Fin qui la visione classica (lineare) della memoria che prevede fasi distinte quali appunto codifica, immagazionamento, rievocazione. Ma se le fasi non fossero esattamente così distinte?

Karpicke & Blunt (2011) hanno messo a confronto alcune strategie di studio di un testo di scienze in studenti di scuola superiore. (1) Un gruppo di studenti rileggeva  semplicemente più volte il testo da studiare; (2) un secondo gruppo di studenti costruiva delle mappe concettuali e un (3)  terzo gruppo rievocava immediatamente il testo che aveva appena letto poi lo rileggeva e  rievocava una seconda volta e così via da capo. Il tempo di studio era ovviamente  uguale per tutti i gruppi, così come il numero di informazioni che erano state codificate  (nella mappa concettuale o nella rievocazione).
Dopo una una settimana dal momento dello studio i partecipanti venivano sottoposti ad una prova per testare non solo quanto ricordavano del testo studiato ma anche quanto avevano capito e cioè quanto riuscivano ad utilizzare lo studio effettuato per inferire informazioni non presenti nel testo. Ebbene il gruppo che aveva usato la strategia di lettura-rievocazione-rilettura-rievocazione-ecc. (il gruppo 3) aveva una prestazione nettamente migliore degli altri due gruppi e cioè era capace di fare meglio del 50%.
Secondo gli autori,  questo è dovuto al fatto che la rievocazione non è un processo neutro in cui si recuperano informazioni presenti in memoria ma è un processo attivo in cui si ricostruiscono le informazioni basandosi su degli indizi (cue)  e questa rievocazione  a sua volta produce un ultueriore apprendimento.  Gli autori scrivono:

“Not only does retrieval produce learning, but a retrieval event may actually represent a more powerful learning activity than an encoding event. This research suggests a conceptualization of mind and learning that is different from one in wich encoding places knowledge in memory and retrieval simply access that stored knowledge. Because each act of retrieval changes memory.”

In conclusione secondo i risultati di questo studio la  strategia di studio che prevede di leggere il testo, rievocare ciò che si ricorda e poi rileggere e rievocare nuovamente è migliore della semlice lettura ripetuta o della costruzione di mappe concettuali.
In ultimo,  ai soggetti che partecipavano all’esperimento veniva chiesto quale, secondo loro, era la migliore strategia di studio tra quelle che ho presentato all’inizio di questa pagina e la maggiorpare optava per l’elaborazione delle mappe concettuali. Hai risposto anche tu così?

Karpicke, J., & Blunt, J. (2011). Retrieval Practice Produces More Learning than Elaborative Studying with Concept Mapping.  Science, 331 (6018), 772-775 DOI: 10.1126/science.1199327 [LINK]

Image credit : Zeligfilm

Memorizzare senza fatica

Post-It! work by We Need teamLe tecniche di memorizzazione sono note fin dai tempi di Cicerone (il quale descrive il metodo dei loci)  e si basano su strategie di associazione, immaginazione, chunking che in qualche modo prevedono un allenamento per utilizzare  in modo efficiente ogni tecnica.  J. Dean in PsyBlog elenca 7 modalità per migliorare la memorizzazione ma senza alcun esercizio o allenamento. Alcune delle  modalità descritte sono  maggiormente in linea con le teorie di  psicologia cognitiva della memoria.  Ad esempio:

  • utilizzare lo stato emotivo della codifica mnestica per facilitare il recupero (N° 7- “Use your body to remember”);
  • utilizzare i gesti insieme al  linguaggio per codificare la traccia in memoria in una doppia modalità (N° 6 – “Use your body to encode memories“);
  • farsi domande rispetto alla propria performance, per esempio “quanto riuscirò a ricordare?” (N°5 – “Predict your performance“) [questa modalità  sembra riferirsi al campo di strategie note con il nome di   metamemoria]

Le altre modalità elencate del post sono meno “ortodosse” ma egualmente vengono  citate  evidenze sperimentali a supporto:

  • praticare la meditazione
  • osservare la natura
  • scrivere dei propri problemi

LINK: 7 Simple Ways to Improve Your Memory Without Any Training — PsyBlog.

IMAGE CREDIT:  A. Aaltonen

Vittorio Guidano (video)

Intervista    a Vittorio Guidano realizzata nel 1995 per il programma della televisione cilena: La Belleza De Pensar”.

L’intervista è stata  caricata su youtube nel canale dell’Istituto de Terapia Cognitiva Post-Racionalista (INTECO). E’ divisa in sei video in cui Guidano parla in spagnolo ma è possibile attivare i sottotitoli in italiano. Alcuni degli argomenti toccati nella conversazione: l’epistemologia, la conoscenza come rappresentazione e come costruzione, la concezione dell’uomo nell’epoca post-moderna, la psicoterapia cognitiva post-razionalista.

Vittorio Guidano,  al pari di   Beck e Ellis, scriveva un capitolo nella prima edizione dell’  Handbook of Cognitive-Behavioral Therapies (Dobson, 1988). Nell’edizione successiva dello stesso manuale  il capitolo è scomparso ma si può dire che Vittorio Guidano è l’unico  psicoterapeuta italiano  che viene citato  e alle cui teorie è stato  dedicato un paragrafo (Dobson, 2002).  Nell’edizione attale (Dobson, 2009),  successiva alla morte di  Guidano, è scomparso anche quel paragrafo !!!  Vittorio Guidano  pubblicava  i libri direttamente in inglese e l’anno dopo, per l’edizione italiana, erano tradotti   da qualcun altro (Guidano 1987, Guidano 1991). Vittorio Guidano  ha pubblicato  tanti libri  postumi in italiano almeno quanti ne ha pubblicati in vita (io ne ho contati almeno tre!  Tutti a nome di Vittorio Guidano). Vittorio Guidano che andava in Spagna, in Cile e in Argentina e dove tuttora ci sono scuole per la specializzazione in psicoterapia  che portano il suo nome o il nome del suo modello terapeutico (STCP, INTECO, CETEPOCentro Vittorio Guidano). Vittorio Guidano che insieme a M. Mahoney e alla  Society for Constructivism in the Human Sciences indicava la svolta costruttivista per la psicoterapia cognitiva (Mahoney 2005,  Freeman e Mahoney, 2004).

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BIBLIOGRAFIA

Dobson K.S. (1988), Handbook of cognitive-behavioral therapies (prima edizione). New York: Guilford Press.

Guidano V.F. (1987). Complexity of the Self. New York: Guilford Press (Trad. it. La complessità del Sé. Torino: Bollati Boringhieri 1988).

Guidano V.F. (1991). The Self in Process. New York: Guilford Press. (Trad. it. Il Sé nel suo divenire. Torino: Bollati Boringhieri 1992).

Mahoney M. (2005).  Constructive Psychotherapy: Theory and Practice. The Guilford Press

Freeman A.,  Mahoney M., & al.  (2004) Cognition and Psychotherapy (2° ed.). Springer Publishing Company

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LINK : La Belleza De Pensar

Rassegna stampa psicologia

Ho creato una rassegna stampa degli articoli di mio interesse su temi di psicologia nei principali quotidiani italiani   su carta e online. Verrà visualizzata in una finestra  a sinistra  nella pagina principale del Blog oppure a questo indirizzo. E’ possibile iscriversi tramite Feed RSS (cliccando sull’icona “Abbonati a questa pagina” a lato dell’indirizzo del browser) per ricervere gli aggiornamenti utilizzando Google Reader o tramite altri  Aggregatori (Feed reader). Buona lettura!