Cos’è la neuropsicologia?

 

 

Neuropsicologia dell’adulto

La valutazione neuropsicologica dell’adulto e’ entrata ormai a far parte della routine clinica nella diagnosi di molte sindromi di tipo progressivo o traumatico che possono alterare il normale funzionamento cognitivo. Tali sindromi possono causare molteplici disturbi cognitivi quali deficit di memoria, di attenzione, di produzione e di comprensione del linguaggio, di movimento e di riconoscimento percettivo.
Nel caso di esiti traumatici la logica sottostante a tale approccio e’ lineare: in un individuo con un normale sviluppo delle funzioni cognitive, un danno acquisito provoca disturbi specifici in uno o piu’ domini neuropsicologici. La valutazione cognitiva permette di evidenziare quali siano i meccanismi danneggiati e quali siano i processi rimasti integri.

La valutazione neuropsicologica e’ divenuta un esame indispensabile in quanto permette:

  1. di ottenere un quadro completo dello stato di salute del paziente, considerandone l’efficienza cognitiva;
  2. di contribuire alla diagnosi di patologie neurologiche;
  3. di mettere a punto il trattamento di riabilitazione cognitiva e di verificarne l’efficacia;
  4. di certificare, in sede peritale, la presenza di danni neuropsicologici.

I compiti cognitivi cui i pazienti vengono sottoposti fanno parte prevalentemente di prove standardizzate le quali prevedono che gli stimoli e le procedure di somministrazione siano definiti rigorosamente e la prestazione del paziente sia comparata con quella di un campione di controllo.
Ai fini della diagnosi differenziale, la valutazione neuropsicologica permette di discriminare casi di deterioramento cognitivo incipiente da manifestazioni cognitive correlate a stati emotivi (depressione pseudo-demetigena). E’, infatti, esperienza clinica comune che stati d’animo particolari e reazioni emotive a determinate situazioni personali possono influire sullo stato di efficienza cognitiva.

Il risultato testistico, in associazione ad altri strumenti psico-diagnostici quali il colloquio e i questionari, permette di tracciare un quadro completo degli effetti della patologia con lo scopo di fornire al paziente e alla sua famiglia indicazioni sul profilo di efficienza cognitiva, l’impatto di questa nell’adattamento, nelle relazioni e nella modificazione della personalita’.

Inoltre una consulenza puo’ essere richiesta in ambiti periziali e assicurativi per la valutazione differenziale tra danno effettivo e simulazione. Altri aspetti relativi alla medicina legale, sono:

  • ambito civile (valutazioni per il rinnovo della patente, valutazioni per danni post-traumatici, inabilitazioni, interdizioni),
  • ambito penale (valutazioni per lo studio della funzionalita’ cognitiva di soggetti responsabili di atti penalmente rilevanti),
  • ambito assicurativo (valutazioni del danno cognitivo conseguente a traumi cranici causati da incidenti stradali),
  • ambito pensionistico (valutazioni per richieste di invalidita’ accompagnatorie e pensioni)