Per migliorare la velocità della lettura nei soggetti con Dislessia Evolutiva è possibile utilizzare differenti metodi di trattamento. Ma quale tra i trattamenti disponibili ottiene risultati migliori ( è più efficace)? Quanto tempo di trattamento è necessario per ottenere un certo cambiamento? Quindi, a parità di ore di trattamento, qual’è il migliore (più efficiente)? Queste sono le domande che si pone il clinico che si occupa della riabilitazione della dislessia ma anche la famiglia che deve scegliere per il proprio bambino.
Lo studio di Tressoldi e Vio (2011) confronta i risultati di tutti gli studi relativi al trattamento della dislessia evolutiva condotti su soggetti italiani negli ultimi dieci anni . Gli autori hanno scelto di analizzare solo studi italiani in quanto, come ribadito dalla Consensus Conference dell’ Istituto Superiore di Sanita del 2010, a causa delle caratteristiche della lingua italiana non si possono generalizzare le evidenze ottenute con ortografie con caratteristiche diverse da quelle dell’italiano .
In questo studio vengono confrontati gli esiti di 41 trattamenti della dislessia evolutiva effettuati secondo diversi metodi di trattamento riconducibili a quattro categorie :
- sublessicali
- lessicali
- balance
- neuropsicologici
- misti
Gli esiti del trattamento sono confrontati secondo due criteri: efficacia ed efficienza:
- l’ efficacia di ciascun trattamento è quindi il miglioramento nella velocità di lettura (calcolato in sillabe al secondo) rispetto al gruppo di controllo o rispetto al cambiamento atteso senza trattamento
- l’efficienza corrispondente ai cambiamenti rispetto alle ore di trattamento (ottenuto dividendo l’efficacia di ciascun studio con il numero medio di ore utilizzate).
Risultati. Tutti i tipi di trattamento pubblicati ottengono un miglioramento nella lettura di brano (i trattamenti sublessicali e neuropsiclogici producono un risultato migliore nella letura di parole isolate [liste di parole] e nella lettura di parole incontrate per la prima volta [non-parole]. In sintesi, quindi, i trattamenti sublessicali e neuropsicologici sembrano essere quelli più efficaci a modificare la velocità di lettura.
Rispetto al parametro “efficienza”, che corrisponde ai cambiamenti di velocità per ora di trattamento, si evidenzia la superiorità dei trattamenti sublessicali che ottengono un cambiamento quasi doppio rispetto agli altri trattamenti ad esclusione del trattamento lessicale che ottiene un buon risultato dell velocità con un elevato numero di errori.
Limiti dello studio:
- non c’è selezione metodologica degli studi analizzati. Per esempio gli studi considerati non sempre prevedevano una assegnazione randomizzata dei soggetti ai due gruppi ( e quindi possibile che il gruppo sperimentale e quello di controlo non fossero omogennei nelle caratteristiche iniziali ad esempio: sesso, età, caratteristiche cliniche, socio-familiari, esposizione all’apprendimento scolastico, ecc.)
- ridotta numerosità del numero di dati a disposizione per le categorie di trattamento
LINK
Tressoldi, P. & Vio C. (2011) Studi italiani sul trattamento della dislessia evolutiva: una sintesi quantitativa , in Dislessia, Vol. 8, n. 2, maggio (pp. 163-172)


